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Come tutelarsi dal plagio

Quando ho iniziato a muovere i primi passi nel settore editoriale, il rischio di plagio era una realtà più sentita. Oggigiorno però è un timore che forse riguarda maggiormente altri ambiti, come quello cinematografico e quindi che concerne le sceneggiature.
Ciò nonostante, alcuni scrittori continuano a manifestare un certo timore quando si tratta di inviare il proprio manoscritto a qualcuno del settore, quindi in questo articolo vedremo insieme quali accortezze mettere in atto per dormire sonni tranquilli.

COME TUTELARSI DAL PLAGIO?

Ricordo che agli albori della mia carriera si usava spedire a se stessi l’intero manoscritto tramite raccomandata, per poi conservarlo accuratamente senza aprirlo (ancor meglio sarebbe sigillarlo con la ceralacca). In caso di plagio sarebbe poi bastato presentare la busta recante il timbro postale con tanto di data e mostrare che effettivamente il contenuto fosse quello autentico. Questa prassi funziona ancora oggi, ed è a mio avviso la più semplice ed efficace.

Abbiamo anche la versione più tecnologica…

Possiamo infatti inviarci il manoscritto, o inviarlo a una persona molto fidata. tramite PEC. In quanto posta certificata, la data e l’ora dell’invio verranno registrate e saranno sufficienti, insieme al contenuto, per appurare la vostra paternità nei confronti dell’opera.

E infine possiamo ricorrere anche all’apposito ente.

Se vogliamo stare tranquillissimi, e se la tecnica della raccomandata e della PEC non ci soddisfano, allora possiamo ricorrere alla Siae (Società Italiana Autori ed Editori) che offre proprio il servizio di registrazione a tutela delle opere dell’ingegno.
Nel caso degli autori la classe di riferimento si chiama OLAF…

Non intendevo questo Olaf 🤣, ma Opere Letterarie e Arti Figurative.
Ad ogni modo ti lascio il link per visionare la pagina dedicata all’iscrizione.

A prescindere da ciò che deciderai di fare ricorda che, come è scritto anche sul sito della SIAE…

“Il diritto d’autore è lo strumento con cui le opere creative vengono tutelate e valorizzate. Esso nasce automaticamente con la creazione dell’opera: non c’è, quindi, nessuna formalità amministrativa da seguire per ottenerne il riconoscimento.”

Qui si potrebbe fare un approfondimento tra diritti patrimoniali e diritti morali, ma direi che possiamo rimandare la cosa a un altro articolo dedicato 😘

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