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I mangiaSOGNI

Oggi parliamo della peggior specie di persone che, ahimè, vi capiterà di incontrare. Sì, perché dove ci sono persone che sognano, ci sono canaglie pronte ad approfittare di loro.

Si presentano a voi con ampi sorrisi e ricoprendovi di complimenti, mostrando interesse in ciò che fate, ma ciò a cui puntano in realtà è il vostro portafoglio. E se per arrivarci dovranno calpestarvi il cuore, state pur certi che non si faranno scrupoli.

Io li chiamo i mangiaSogni

Nel tempo si sono fatti più furbi, ma con un po’ di attenzione si possono riconoscere da lontano.

Purtroppo quando si ha un sogno si è in balia di mille insicurezze e può capitare che, in preda alla voglia di realizzarlo, si conceda fiducia a chi non la merita affatto. Ma datemi retta, diffidate da chi vi ricopre di complimenti a prescindere e da chi vi promette traguardi che non si possono promettere.

Avere un sogno equivale ad avere per le mani un’arma capace di stravolgerci la vita. Solo che se saremo noi a usarla, lo stravolgimento sarà positivo (anche se molto faticoso), ma se saranno gli altri a usarla contro di noi il risultato sarà devastante.

Recentemente ho ricevuto diverse proposte di interviste radiofoniche e televisive (nulla a che vedere con quella rilasciata su Radio Rete Uno). In questi messaggi, oltre a un elenco infinito, a mo’ di referenze, di autori che ne avevano già approfittato mi si offriva appunto la possibilità di essere contattata dalla redazione di turno e bla, bla, bla.

Ecco, già il fatto che riceviate un messaggio copia incolla impersonale dovrebbe farvi scattare un campanello d’allarme del tipo “Ma sanno qualcosa di me oltre al fatto che scrivo?“.

La risposta a questa domanda è una sola: “No, vi hanno contattato a caso, nella speranza che abbocchiate all’amo.”

So che partecipare a un programma radio o tv fa gola al vostro ego, ma è un po’ la stessa cosa che avviene con le CE a pagamento. Perché pubblicare con una Casa Editrice se pagando possono farlo tutti, e pure con un testo che magari è meno leggibile della vostra lista della spesa?

Non c’è più soddisfazione nell’essere intervistati da qualcuno che ha realmente letto il vostro libro o che davvero è interessato al vostro percorso editoriale?

Poi, smettiamola di giustificare a noi stessi, più che agli altri, i 50 euro canonici pagati per il rilascio della registrazione o del video. Sono put… (non fatemi diventare volgare)!

Se una radio o un programma televisivo è davvero interessato a intervistarvi non vi chiede soldi!

Stampatevi questa sacrosanta verità in testa!

Se proprio dovete spendere soldi per farvi conoscere, allora investiteli in advertising seri e con un bacino d’utenza importante.

Alcuni di voi adesso potranno pensare “Vabbè, che vuoi che sia? Una fregaturina qui, una lì, si sopravvive”.

Certo che si sopravvive, ma il vostro sogno a lungo andare accuserà il colpo. E di colpi ne riceve già abbastanza:

  • Il tuo è solo un passatempo.
  • Non è un lavoro vero.
  • Ciò che scrivi è solo per un pubblico di nicchia.
  • Ah, ma non ti ha pubblicato Mondadori? Hai fatto da solo… Vabbè, così posso farlo anch’io.

Devo continuare?

La verità è che nessuno vi regala niente e i traguardi ve li dovete sudare. Studiate, impegnatevi e proteggete il vostro sogno. Alimentatelo con piccole conquiste quotidiane (un capitolo scritto bene, un lettore in più) e lasciate perdere gli specchietti per le allodole.

Non date i vostri sogni in pasto alle canaglie.

Cucinateli a fuoco lento e serviteli solo a chi saprà gustarli.

Al prossimo articolo!

Per chi volesse, lascio la registrazione dell’intervista su Radio Uno 😘

Prima parte
Seconda parte

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