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Figure retoriche – terza parte

Ed eccoci arrivata alla terza e ultima puntata dedicata alle FIGURE RETORICHE. Oggi è il turno delle figure retoriche di costruzione, dette anche SINTATTICHE, perché riguardano appunto la sintassi.

In pratica giocano sull’ordine delle parole all’interno della frase.

figure retoriche di costruzione

Se hai già letto i due articoli precedenti (che trovi nella categoria nozioni di scrittura), dovresti essere già sul pezzo, quindi non mi dilungo in futili riassunti e passo ad elencarti le principali tipologie di figure retoriche sintattiche.

  • ANAFORA: consiste nel ripetere una o più parole all’inizio di due o più versi o di enunciati successivi.

Non importa quanto mi ami.

Non importa quanto mi desideri.

Non importa quanto vedermi andare via ti faccia soffrire.

  • EPIFORA: consiste nel ripetere uno o più parole alla fine di due o più versi o di enunciati successivi.

Hai cambiato la tua vita per me.

Ti sei indebitato fino al collo per me.

Hai rinunciato a tutto per me.

  • ANASTROFE: anticipazione o posticipazione di un elemento della frase rispetto alla struttura sintattica consueta.

Di grande aiuto fu il suo consiglio.

  • IPERBATO: alterazione dell’ordine consueto delle parole tramite l’inserimento di uno o più termini tra parole che sintatticamente andrebbero unite, in pratica è come se interrompesse la linearità del flusso della frase.

Il, di lei, fratello.

  • ELLISSI: eliminazione dalla frase di alcuni elementi sintattici che possono facilmente essere ricavati dal contesto.

“la luce si fa avara – amara l’anima” – I limoni, Montale – (Il verbo “si fa” nella seconda parte è sottinteso).

  • CHIASMO: disposizione incrociata di due espressioni che, sintatticamente e semanticamente, sono parallele. Richiama la forma della X, con l’incrocio di gruppi di elementi dove l’ordine delle parole è invertito nella seconda rispetto alla prima.

“la fredda morte ed una tomba ignuda” – A Silvia, Leopardi – (nella prima parte l’aggettivo viene prima del soggetto, mentre nella seconda parte è il contrario).

  • ENUMERAZIONE: consiste nella successione di parole o gruppi di parole che hanno significati collegati. Questi gruppi di parole possono essere uniti per asindeto (senza congiunzioni coordinanti, quindi tramite virgola, punto e virgola o elenco puntato/numerato) o per polisindeto (tramite congiunzioni coordinative – e, anche – o disgiuntive – o, oppure -). 

Ovviamente ci sarebbero molte altre tipologie da elencare, ma diciamo che con questa terza categoria si gioca più nell’ambito poetico che in quello narrativo, quindi mi fermo qui. Tu però puoi tranquillamente vagare nel web e approfondire grazie ai numerosissimi approfondimenti che troverai sulle singole figure retoriche.

Come sempre mi auguro di averti dato qualche nozione in più da infilare nel tuo bagaglio personale.

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